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Toner liquefatto. Guiyu, China (Photo BAN)

Guiyu

I falsi miti dei programmi di raccolta

Il caso di Guiyu (Cina)

Da molto tempo esiste uno scontro tra rigeneratori e produttori di stampanti. Per i primi c’è in gioco la salvaguardia dell’ambiente, per i secondi il mancato profitto e la presunta violazione dei brevetti. Nel mezzo i consumatori e gli aspetti economici e sociali legati all'opportunità di acquistare cartucce di toner nuove, riciclate o compatibili.

Smontaggio manuale cartucce di toner. Guiyu (Photo BAN)

Per la povera gente di Guiyu, in Cina, la risposta è purtroppo cristallina. Lo stanno a testimoniare i cumuli di carcasse di cartucce vuote lungo le strade e le rive dei fiumi che, dopo essere state sottoposte allo svuotamento del toner, estratto con le dita o con pennelli e senza alcuna protezione di sorta, vengono bruciate insieme ad altri rifiuti elettronici riempiendo l'aria di ceneri o gettate lungo il fiume Lianjiang. Questo tipo di pratiche ha reso l'acqua alimentare della zona non più potabile, il fiume ha 200 volte i livelli accettabili di acido e 2.400 volte i livelli accettabili di piombo. Molti residenti hanno sviluppato problemi respiratori. Un sondaggio in una scuola locale ha rilevato che 100 dei 1.000 studenti hanno forme gravi di asma altre affezioni alle vie respiratorie. I residenti qui devono scegliere tra la povertà estrema o un livello di inquinamento simile ad un avvelenamento costante. Il guadagno netto per il lavoratore medio è di circa un dollaro e cinquanta al giorno. La città cinese di Guiyu è purtroppo diventata la discarica del mondo per quanto riguarda i rifiuti di tipo elettronico detti anche "e-waste".

"Exporting Harm", traducibile in “Esportazione di Danni”, è un rapporto di 54 pagine pubblicato dal Basel Action Network o BAN(1) che illustra gli orrori ambientali in questa piccola città: le cartucce di toner costituiscono una gran parte dei problemi della città. I rifiuti di questo tipo provengono da molti luoghi a noi familiari (Europa, America, etc), come si evince anche dalle etichette apposte su alcuni dei rifiuti. Come hanno fatto a finire qui? Potrà sembrare assurdo ma questi rifiuti derivano in gran parte dai programmi di raccolta e riciclaggio dei produttori stessi! Secondo il rapporto di BAN, i programmi di raccolta nazionali e internazionali, il cui scopo dichiarato sarebbe quello di ritirare l'e-waste in modo “ecologico” diventano in realtà dei meri centri di distribuzione per l'esportazione del rifiuto stesso. Secondo i ben informati di riciclaggio, circa l'80 per cento dei rifiuti elettronici raccolti da riciclatori finisce in contenitori diretti in Asia.

"Abbiamo trovato cartucce di toner e stampanti laser gettate o bruciate in ogni luogo immaginabile, dalle rive dei fiumi ai campi aperti dalle strade ai canali di irrigazione", ha detto Puckett. "Per qualche incomprensibile ragione le cartucce di toner non sono state riciclate. Solo il toner residuo veniva spazzato da parte di lavoratori senza protezione di sorta. Il toner si depositava intorno alla loro faccia e copriva i loro corpi mentre lavoravano. Il toner, tra le varie sostanze, contiene anche nerofumo, una sostanza cancerogena per l'uomo. I produttori affermano che il toner è un irritante delle vie respiratorie, ma non tossico in condizioni di utilizzo normale. Quello che abbiamo visto in Guiyu non poteva essere definito un utilizzo normale o una normale esposizione".

Quel che è peggio è che le polveri toner residue dei rifiuti di stampa vengono sistematicamente raccolte per realizzare nuove bottiglie di toner per la rivendita. Nei negozi in tutta la Cina, bottiglie di toner contrassegnati come originali (che in realtà sono miscele di toner di tipologie diverse) sono in vendita per la ricarica di altre cartucce realizzate a loro volta a partire da vuoti non originali ma da copie illegali degli stessi fabbricate anch'essi in Cina in violazione continua di brevetti e proprietà intellettuali.

Questo tipo di contraffazione è molto diffusa in Asia e colpisce sia i produttori di apparecchiature originali sia i rigeneratori seri poiché diventa molto difficile competere con questi prodotti illegali che poi vengono esportati in tutto il mondo come prodotti “compatibili”. E' quindi di fondamentale importanza, per coloro che hanno a cuore la salvaguardia della salute pubblica, dell'ambiente e delle risorse naturali, oltre che il risparmio economico, fare delle scelte consapevoli evitando l'acquisto e l'utilizzo di prodotti compatibili e scegliendo prodotti consumabili rigenerati di aziende che operano legalmente e nel pieno rispetto delle normative ambientali.

Articolo Originale
 

Condizioni di vita a Guiyu (Cina) Il report “Exporting Harm: The High-Tech Trashing of Asia,” è consultabile all'indirizzo di BAN. (Photo Copyright Basel Action Network)

(1) Basel Action Network (BAN) è una organizzazione non governativa di beneficenza il cui scopo è quello di combattere e contrastare le pratiche di esportazione di rifiuti tossici, tecnologie tossiche e prodotti tossici dai paesi industrializzati verso i paesi in via di sviluppo. La sede di BAN è a Seattle, Washington U.S., con una rappresentanza anche nelle Filippine. BAN prende il suo nome dalla Convenzione di Basilea, un trattato delle Nazioni Unite progettato per controllare e prevenire lo scarico di rifiuti tossici, in particolare verso i paesi in via di sviluppo. BAN ha funzione di sorveglianza e promuove la convenzione di Basilea e le sue decisioni.